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The Secret Society

 

Joey Tempest

voce

John Leven

basso

Mic Michaeli

tastiere

Ian Haugland

batteria

John Norum

chitarra

 

The Secret Society è una storia a puntate ambientata nel 1998 che ha per protagonisti i 5 componenti della leggendaria band degli Europe. A sei anni dallo scioglimento della band, ritroviamo i cinque ragazzi in lotta contro un’organizzazione segreta che mira a impossessarsi con mezzi illeciti dei diritti delle canzoni più famose del mondo, tra le quali c’è anche la loro celeberrima The Final Countdown.

Tra buonumore, azione, equivoci e colpi di scena, diamo il via a questa simpatica storia che nasce per intrattenere e far rimanere col fiato sospeso tutti i fans della band e tutti gli appassionati di musica e di avventure.

Tutti gli eventi narrati sono frutto di pura fantasia; tutti i nomi e i personaggi della storia sono inventati.

Gli unici nomi reali sono quelli dei cinque componenti della band e dei loro album.

Ringrazio Annah e Laura Costa dell’ESC, il management e gli stessi Europe per il consenso a utilizzare i loro nomi.

 

di Sonia Roccazzella - http://www.europeinitaly.com - rocsonia@europeinitaly.com

 

8a Puntata - on line dal 06/01/2009 - 

pagina 1

 

– Non riesco a crederci! – esclama Joey alzandosi in piedi e parandosi davanti a uno stupito Brando – Ma tu non dovresti essere morto?

– Sempre delicato, tu! – esclama Leven alzandosi a sua volta, prima di lanciare uno sguardo di sfida al famoso detective italiano – A quanto pare ho sempre avuto ragione io a non volermi fidare di te: tu sei complice di quel pazzo di Bentham!

Mic, Norum e Ian si scambiano occhiate perplesse, incapaci di esprimere a parole l’imprevista scoperta. Scelgono pertanto di rimanere in silenzio, lasciando all’amico Leven il piacere di dare voce ai sospetti di sempre.

Il famoso bassista degli Europe non fa complimenti: afferra Brando per il colletto della camicia, attirandolo a sé.

– Sei un bastardo! Posso capire il divertimento nel prendere in giro noi Europe, rendendoci partecipi di un gioco così pericoloso! Ma puoi essere così viscido da coinvolgere persino tua sorella? Lo sai che Luna è convinta che tu sia morto? Lo sai o no?

Brando si libera della presa di Leven senza gran fatica.

Si rimette a posto la camicia, prima di rispondere con l’imperturbabilità che lo caratterizza:

– Io non sono complice di nessuno! Guardatemi bene: sono prigioniero esattamente come voi!

Sei prigioniero anche tu? – domanda stupito Joey, di fronte a un Leven sempre più scettico.

– Ma gli dai pure retta, tu? Secondo te Bentham lascerebbe vivo uno come lui se non fosse davvero complice?

Joey è sempre più confuso. Preferisce evitare di parlare ancora, accodandosi agli sguardi sempre più sorpresi che continuano a scambiarsi gli altri tre colleghi Europe.

Brando sospira, tradendo per un brevissimo istante una palese preoccupazione. Si siede su una delle poltrone del salottino che arreda la sua camera, versandosi un bicchiere di scotch.

– Ti ripeto che non sono complice di nessuno! Quando Bentham è riuscito a catturarmi, la sua intenzione era proprio quella di uccidermi. Per tentare di salvare la pelle, gli ho mentito spudoratamente, dicendo che ero sulla giusta pista per scoprire l’assassino di suo padre... si tratta di un caso a cui avevo cominciato a lavorare tanti anni fa.

Ma... cosa stai dicendo? – interviene Mic, lasciando intendere di conoscere già tutta la storia – Non è Bentham che ha commissionato l’omicidio di suo padre?

– Quella è la pista che io e Luna abbiamo seguito tanti anni fa, sbattendoci la testa per un sacco di tempo, senza trovare però un solo indizio che fosse valido. Avevamo persino abbandonato il caso, dato che non riuscivamo a venire a capo di nulla. E così, quando mi sono trovato la pistola di Arthur puntata in faccia, con quel suo ghigno spaventoso col quale mi ripeteva “Dì le tue ultime preghiere!”, ho giocato l’unica carta che, forse, avrebbe potuto salvarmi la pelle.

Norum cambia espressione, guardando il famoso detective con profonda ammirazione.

– Geniale! In questo modo hai preso due piccioni con una fava: oltre a essere ancora vivo, ora sai di per certo che non può essere lui l’assassino di suo padre.

Anche Joey adesso è più rilassato. Si lascia cadere stanco sul divano, accettando il bicchiere di scotch che Brando si affretta a offrirgli.

– Non so se dirti “bravo” per il coraggio, o “pazzo” per l’incoscienza! E se fosse stato lui, invece, l’assassino?

Brando sorride compiaciuto.

– Non avevo nulla da perdere: in fondo, con una pistola a pochi millimetri dalla bocca, mi vedevo già con un piede nella fossa!

– Sei spiato qui dentro? – domanda Norum guardandosi intorno.

– No! Io e Bentham comunichiamo attraverso quel computer. Ha giurato di salvarmi la vita solo se riuscirò a risolvere il caso della morte di suo papà.

E così Arthur è innocente! – scuote la testa Mic, prendendo posto accanto a Joey – Stento ancora a crederci! Giuro, ci avrei messo la mano sul fuoco sulla sua colpevolezza. Ho sospettato di lui fin dal giorno in cui mi è stata comunicata la notizia della morte del grande presidente Bentham.

Brando guarda il famoso tastierista con aria interrogativa.

Ma come fai, tu, a conoscere questa storia?

– Ero stato ingaggiato dal presidente con altri musicisti per portare avanti un progetto musicale di un certo livello qualitativo che, da quello che sentivo dire in giro, faceva innervosire il figlio ribelle. Il papà voleva investire su di noi, fiero di immettere sul mercato musicale un prodotto di una certa qualità; Arthur, che era in trattative con un noto personaggio dello Star System che invece avrebbe portato fama e popolarità alla casa discografica, non appoggiava l’investimento e cercava di boicottarci in ogni modo possibile.

– Voleva i soldi per il suo progetto? – domanda Norum.

– Esattamente. Tirare le somme e individuare subito Arthur come possibile assassino, è stata la cosa più ovvia che potessimo pensare.

Brando annuisce, accodandosi al commento di Mic.

– Ora che mi ricordo, devo aver interrogato qualcuno dei ragazzi con cui partecipavi al progetto del defunto presidente... questi dettagli li avevamo attentamente analizzati e ci avevano fatto trarre le tue stesse conclusioni. 

– Chi ha ucciso Bentham padre, allora? – domanda Mic.

 

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Secret Society

Europe (2006)

 

 

1. Secret society

2. Always the pretenders

3. The getaway plan

4. Wish I could believe

5. Let the children play

6. Human after all

7. Love is not the enemy

8. A mother’s son

9. Forever travelling

10. Brave and beautiful soul

11. Devil sings the blues

 

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EUROPE

Europe (1983)

 

 

1. In The Future To Come

2. Farewell

3. Seven Doors Hotel

4. The King Will Return

5. Boyazont

6. Children Of This Time

7. Words Of Wisdom

8. Paradize Bay

9. Memories

 

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Era il 13 dicembre 1982 quando alla finale del concorso ROCK SM gli Europe si aggiudicano il primo posto con il bellissimo pezzo “In The Future To Come”, superando di gran lunga le altre 8 band arrivate in finale insieme a loro. Il premio in palio era la possibilità di registrare un album con la Hot Records. Europe, il primo meraviglioso lavoro Europiano, è proprio il risultato di quella incredibile vittoria. Le capacità compositive di Joey Tempest cominciano a venir fuori in tutta la loro grandezza: pezzi storici come Seven Doors Hotel, The King Will Return e Memories sono ancora acclamatissimi dai fans durante i concerti. Un ottimo esordio per una band destinata a diventare in pochi anni un’icona del rock sulle scene musicali di tutto il mondo.

 

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Quando il cuore dice no

Il primo romanzo di Sonia Roccazzella

http://www.quandoilcuorediceno.com