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The
Secret Society |
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Joey Tempest voce |
John Leven basso |
Mic Michaeli tastiere |
Ian Haugland batteria |
John Norum chitarra |
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The Secret Society è una storia a puntate ambientata nel 1998
che ha per protagonisti i 5 componenti della
leggendaria band degli Europe. A sei anni dallo
scioglimento della band, ritroviamo i cinque ragazzi in lotta contro
un’organizzazione segreta che mira a impossessarsi
con mezzi illeciti dei diritti delle canzoni più famose del mondo, tra le
quali c’è anche la loro celeberrima The Final Countdown. Tra buonumore, azione, equivoci e colpi di scena, diamo il via
a questa simpatica storia che nasce per intrattenere e far rimanere col fiato
sospeso tutti i fans della band e tutti gli
appassionati di musica e di avventure. Tutti gli eventi narrati sono frutto
di pura fantasia; tutti i nomi e i personaggi della storia sono inventati. Gli unici nomi reali sono quelli dei cinque componenti
della band e dei loro album. Ringrazio Annah e Laura Costa dell’ESC, il management e gli
stessi Europe
per il consenso a utilizzare i loro nomi. |
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di Sonia Roccazzella - http://www.europeinitaly.com - rocsonia@europeinitaly.com |
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6a Puntata - on line
dal 02/10/2008 - pagina 1 Sono le dieci e dieci. Ancora mezzo addormentato Joey
raggiunge i suoi amici Europe nel salone del
secondo piano dove è già pronta la colazione. – Eccolo finalmente! –
commenta Leven sbuffando. – Comodo, comodo! – scherza Ian – In fondo è solo da una mezz'oretta appena che ti stiamo aspettando per... – Per cominciare a mangiare?
– esclama Joey sbadigliando, mentre prende posto accanto a Mic –
Potevate iniziare anche senza di me. Non faccio caso a queste formalità, lo
sapete! – Veramente abbiamo tutti
finito di mangiare! – interviene Norum
– Noi ti stavamo aspettando per avere il resoconto della vostra
escursione notturna. Raccontate! – E
che c’è da raccontare? – risponde Joey,
riempiendosi il piatto con due fette di torta e alcuni biscotti al cioccolato
– Non ve l’hanno già detto Mic e John che la nostra caccia di ieri sera non ha dato nessun
frutto? Norum guarda il suo amico con aria di sufficienza. – Veramente Mic ci ha appena detto di essere riuscito a recuperare un
importante documento riguardante Brando. Aspettava te per raccontarci della
sua scoperta. Joey rimane con un enorme pezzo di torta in bocca
mentre osserva sorpreso il suo amico Mic. Si
versa una tazza di tè che si affretta a bere per riuscire a mandare giù il
boccone. – Ehi, è vero! Ora che ci
penso ieri sera Mic non è
riuscito a raccontarci nulla sul foglio di carta che ha recuperato nello
studio di Bentham. Ma...
non aspettiamo Luna? – conclude Joey
guardandosi intorno. – Direi sia meglio lasciarla
dormire, per adesso! – sospira Mic, versandosi un
altro po’ di succo d’arancia nel suo bicchiere – Non ho
notizie particolarmente belle da darvi. Joey continua a divorare voracemente le sue fette di torta,
boccone dopo boccone, in modo da placare la
crescente ansia. – Comincio subito col dirvi che Brando è innocente! Non è lui che ci ha traditi e venduti a Bentham. Gli occhi degli altri quattro
Europe seduti attorno alla tavola della colazione
si spalancano di colpo, ostentando tutta la loro sorpresa. Solo Leven
riesce a parlare: – E come fai a esserne certo? – Guardate qui! – comincia a
spiegare Mic, mettendo sopra al tavolo il foglio
con l’illuminante scoperta – È la stampa della mail
che Bentham ha inviato a un suo collaboratore con
l’ordine di catturare Brando. Vi ricordate quello che ci ha raccontato Luna quando eravamo nel bunker, circa le indagini che
Brando doveva fare sulla morte del papà di Arthur? – Cosa
centra quella storia? – domanda Leven – Si
tratta di un caso irrisolto che oltre tutto non fa
nemmeno onore alla fama di un grande detective come Brando! – Leggete qui, invece! –
riprende Mic – Praticamente
Arthur Bentham aveva
scoperto che il fratello di Luna era ancora sulle sue tracce, in quanto
continuava a ritenerlo l’indiziato numero uno tra i possibili assassini del
padre. In questa mail c’è scritto chiaramente che Arthur era riuscito a scoprire che due dei suoi
collaboratori più stretti erano in realtà degli infiltrati di Brando che
erano al corrente di alcune importanti informazioni, tra cui la sua
intenzione di mettere su un’organizzazione segreta per rapire i cantanti più
famosi del mondo. – Quindi
Brando, quando si è messo in contatto con noi, sapeva già chi c’era dietro
all’organizzazione che rapiva i cantanti! – considera Joey. – Già! Immagino che Brando,
non appena ha saputo che il suo vecchio amico Martin
fosse il tuo assistente e che anche tu, Joey, fossi
in lista tra i cantanti da rapire, si è fatto vivo con voi per inscenare la
storia del finto rapimento. Il suo scopo era entrare nel covo
dell’organizzazione. Tu e Luna avreste dovuto
sostituire i vecchi collaboratori che erano stati scoperti... solo che il
finto rapimento è stato smascherato nel giro di poche ore. – Cosa?
– si stupisce Joey, guardando il suo amico come se
fosse impazzito – Sentiamo, e da cosa avresti dedotto che la mia magistrale
interpretazione del giovane, bello e indifeso cantante rapito sia stata scoperta subito? Vorrei ricordarti che sono
anche un ottimo attore, io! – Leggi qui, è scritto
chiaramente: “E devo ringraziare solo quel pirla di Tempest che subito, non appena ha messo piede nella
camera da letto del bunker, sorvegliata da due telecamere nascoste, ha
raccontato tutto il piano di quel detective al batterista Haugland”. – Che
farabutto! – esclama Joey a denti stretti – Darmi
pure del pirla... ma con chi crede di avere a che
fare quel lurido bastardo? – Con un vero pirla! – interviene Leven
alzando la voce e battendo entrambe le mani sul tavolo – Ma come ti è saltato
in mente, quella volta, di raccontare tutto e subito a
Ian? Persino un bambino di due anni avrebbe
prestato maggiore attenzione a cosa dire in una circostanza simile! Joey non ha parole per controbattere l’insulto del suo amico.
Per una volta si rende conto di non poter dire nulla in sua difesa. Si limita
ad abbassare lo sguardo e a posare la forchetta sul piatto, lasciando intatto
l’ultimo pezzo di torta rimasto. – La cosa veramente
drammatica è che, con quella rivelazione, Bentham
ha praticamente saputo tutti i dettagli del gioco di
Brando e si è messo alla sua ricerca. Ed ecco il risultato: questa mail è un’inequivocabile richiesta di catturare e
uccidere Brando. – Uccidere? – esclamano in
coro Norum e Haugland,
deglutendo a fatica. Mic fa cenno di sì con la testa. – Anche
questo è scritto chiaramente: “Eliminatelo con una bella pallottola in
fronte. Ma non fatelo soffrire troppo: in fondo era pur sempre un mio vecchio
compagno di Università”. Un silenzio di tomba cala intorno al tavolo. Ciascuno dei ragazzi non ha
il coraggio di aggiungere un’altra sola parola. È più che evidente che quel
folle di Bentham, oltre ad aver commissionato
l’assassinio del padre per fini puramente economici, adesso non abbia esitato
a eliminare il famoso Brando, l’unico detective al
mondo in grado di mettergli i bastoni tra le ruote in quanto a conoscenza dei
suoi segreti più nascosti. Leven è il primo che ritrova la forza di parlare. – E
chi lo dice a Luna, adesso? I ragazzi si scambiano occhiate imbarazzate, incapaci di trovare una
soluzione valida. Questa volta è Norum a prendere in mano la situazione: – Io non le direi nulla, per
il momento. Direi di tirarci su e mettercela tutta per escogitare un piano di
fuga. Non possiamo rimanere ancora qui, nella casa di un assassino. – È vero! – conviene Ian – Ci troviamo in
una situazione troppo pericolosa. Sappiamo tutto dei piani
dell’organizzazione segreta. Se per pura sfortuna non dovessimo
essere una resa all’altezza delle
aspettative di Bentham, rischiamo di essere
eliminati anche noi! In fondo quel bastardo ci mantiene qui solo perché si
aspetta grandi risultati da noi e dalla nostra musica. E
se non glieli diamo? I ragazzi deglutiscono a
fatica, evidentemente terrorizzati. – Mi dispiace! – esclama
all’improvviso Joey in un sussurro – Non avrei mai pensato che una mia leggerezza avrebbe potuto
metterci in una situazione del genere. Mic gli mette una mano sulla spalla, in un gesto di incoraggiamento. – È inutile recriminare su
quello che è stato. Direi invece di non lasciarci scoraggiare e fare di tutto
per rimanere uniti e combattere con tutte le nostre forze per uscire vivi da qui e riuscire a mettere dietro le sbarre quel
criminale. * * * |
Secret Society Europe (2006)
Ascolta le anteprime dei pezzi dal sito ufficiale degli
Europe e acquista gli mp3
>> Almost
Unplugged (2008)
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Il primo
romanzo di Sonia Roccazzella |