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The
Secret Society |
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Joey Tempest voce |
John Leven basso |
Mic Michaeli tastiere |
Ian Haugland batteria |
John Norum chitarra |
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Tutti gli eventi narrati sono frutto di pura fantasia; tutti i nomi e i personaggi
della storia sono inventati. Gli unici nomi reali sono quelli dei
cinque componenti della band e dei loro album. Ringrazio l’ESC, il management e gli
stessi Europe per il consenso a
utilizzare i loro nomi. |
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di Sonia Roccazzella - http://www.europeinitaly.com - rocsonia@europeinitaly.com |
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1a puntata - pagina 2 Il concerto è finito. Joey lascia il palco seguito dai suoi musicisti
mentre le luci si spengono. I fans
continuano a urlare a gran voce il nome del loro
idolo che ancora una volta ha dato prova di straordinarie capacità vocali, in
grado di riempire il cuore di ogni ascoltatore di un amore sempre più grande
per la buona musica. Da dietro le
quinte queste urla arrivano forti e chiare tanto da far salire sempre
di più l’adrenalina a un gasatissimo Joey,
soddisfatto della sua performance e del bell’effetto
che ha scatenato tra il pubblico. Il cuore continua a battergli a
mille: ogni nuovo concerto è una nuova sfida con se
stesso, una nuova emozione da regalare e da regalarsi. Sapere che ancora una
volta è riuscito a fare centro, è fonte di grande orgoglio e motivo per
continuare a impegnarsi sempre al massimo, per non
deludere le aspettative di chi continua a dimostrargli grande affetto. Nel percorrere il lungo corridoio
che lo porta al suo camerino, Joey si accorge
subito della gran confusione che si sta generando. Probabilmente si tratta
dei giornalisti che lo stanno aspettando. Sospira rassegnato, consapevole
che dopo la doccia avrà da sostenere ben cinque interviste programmate, alle
quali se ne aggiungeranno sicuramente altre
improvvisate. Stranamente, però, nessuna di
quelle persone sta facendo caso a lui: stanno
parlando tutti tra di loro a bassa voce, con espressioni serie dipinte in
volto. Nel vedere addirittura una decina
di poliziotti schierarsi all’altezza di ogni porta
presente nel lungo corridoio, il ragazzo lancia un’occhiata confusa a Ralph, il suo chitarrista. Il quale, però, si limita a
scrollare le spalle palesando il suo stupore per l’insolita situazione. – Sai se è successo qualcosa? –
gli domanda Joey guardandosi intorno, soffermando
l’attenzione su Martin, il suo assistente, fermo
pochi passi più in là in compagnia di un uomo e di una donna. – Non ne ho idea! – risponde un
altrettanto confuso Ralph – Forse qualche fans particolarmente caloroso è riuscito a superare le
forze dell’ordine e si è introdotto qui... boh? Ralph entra nel camerino riservato a lui e ai suoi colleghi
musicisti, mentre Joey rimane fermo in corridoio
ancora per qualche istante, con gli occhi fissi su Martin
e sui due sconosciuti con cui sta parlando. Martin tiene una mano sul mento, nel tipico atteggiamento di chi non
sa che pesci prendere; l’uomo che sta parlando con lui è molto alto, ha un
fisico asciutto, indossa un giubbotto di jeans blu dello stesso tessuto e
colore dei pantaloni. Ha occhi e capelli scuri e tiene in testa un paio di occhiali da sole. Non avrà più di quarant’anni.
La donna, invece, decisamente più giovane, non
sembra più alta di un metro e settanta: indossa una camicia bianca su un paio
di jeans neri elasticizzati. Tiene un giubbino nero
e un paio di fogli in una mano, e una penna nell’altra: ha tutta l’aria di
essere una giornalista. Joey la guarda con più attenzione, soffermando lo sguardo su quei
lunghi capelli castani e quegli occhi scuri,
identici per forma e colore a quelli dell’uomo che le è accanto. Gli sembra di averla già vista da qualche parte, anche se non riesce
a focalizzare bene ne’ dove, ne’ quando. Rimane immobile ancora per qualche
istante, in attesa che Martin
si accorga di lui e si decida a spiegargli cosa sta succedendo. Ma quando una nuova ondata di persone armate di microfoni,
macchine fotografiche e telecamere comincia a riempire il corridoio, e i
brusii cominciano a diventare voci che parlano a volume sempre più alto, Joey ritiene sia giunto il momento di rientrare in
camerino. Dopo una rapida doccia, il ragazzo
si lascia cadere stanco sul divano con una birra in mano: sono passati venti
minuti buoni dalla fine del concerto, ma Martin non s’è ancora fatto vivo. È lui che tiene i
contatti con i giornalisti ed è lui l’unico che conosce gli orari in cui sono
state programmate le varie interviste. – Meglio così! Vuol dire che sono autorizzato a riposarmi un po’! – esclama Joey, sdraiandosi sul divano e finendo di bere la sua
birra – In effetti ora che ho scaricato tutta
l’adrenalina, comincio a sentirmi a pezzi! Non fa neanche in tempo a
socchiudere gli occhi e a trovare una posizione comoda per godersi un po’ di
meritato relax che la porta si apre. – Eccoti finalmente! – esclama Joey con uno sbadiglio – Ma si
può sapere cosa sta succedendo qua fuori? Nel risollevarsi dal divano e
guardare in direzione della porta, il ragazzo si blocca di colpo. Non è Martin quello che sta entrando: si tratta dei suoi vecchi
amici John Leven e Mic Michaeli, il bassista e il tastierista che fino a sei anni fa suonavano con lui nella formazione degli Europe. – Possiamo unirci alla festa? –
scherza John richiudendosi la porta alle spalle. Superato l’attimo di evidente stupore che l’ha paralizzato sul divano per
qualche istante, finalmente Joey si alza e va
incontro ai suoi due amici abbracciandoli con l’affetto di sempre. – Ma che
bella sorpresa, ragazzi! Non sapevo che foste in Italia anche voi! Siete qui
per lavoro o solo per spassarvela un po’? – Beh... – Mic
guarda Joey con aria incerta: non sa come
proseguire il resto del discorso – In realtà è stato Martin
a convocarci! Joey cade dalle nuvole. – Martin?
E perché? – Boh?
Forse perché ci teneva che anche noi partecipassimo al tuo grande
trionfo di stasera! – scherza John, servendosi
senza tanti complimenti una birra dal frigobar prima di mettersi comodo sul divano – È il tuo ultimo concerto del tour,
vero? – No, è solo l’ultimo dei
concerti italiani. Quello che concluderà
ufficialmente il tour si terrà domani, a Londra. – E
allora temo proprio che non te lo faranno fare! – interviene Mic in tono grave, rimasto in piedi davanti alla porta. Joey guarda attentamente il viso del suo amico, sul quale ritrova la
stessa espressione preoccupata che aveva visto prima sul volto di Martin. – Ma cosa
sta succedendo? – domanda Joey, evidentemente confuso. – Te lo spiego io! – esclama Martin, entrando a sorpresa in camerino in compagnia
della giornalista e dell’uomo misterioso con cui stava parlando prima. Lo sguardo di Joey
si posa in automatico sulla donna dai lunghi capelli castani con il giubbino in mano: è sempre più sicuro di
conoscerla. “Ma chi diavolo è?” considera tra
sé, non facendo caso alle spiegazioni che Martin sta cominciando a dargli. “Sono assolutamente
convinto di averla già conosciuta... ma quando? Di
sicuro non durante questo tour, altrimenti non avrei
problemi a ricordarmi di lei. Oltre a essere molto carina,
infatti, ha uno sguardo che riesce a penetrarti fin dentro l’anima... forse
mi avrà intervistato in passato? O forse è solo qualche famoso personaggio
dello spettacolo che avrò visto su qualche giornale
o in qualche film? Oh Signore, temo di fare una brutta gaffe se le faccio capire che non mi ricordo di lei... E se invece la
sto solo confondendo con qualcun’altra e non ci siamo mai visti? Oh my God, che situazione
assurda!” Il dramma che si dipinge sulla
faccia di Joey non ha
niente a che fare con le parole che Martin sta
continuando a pronunciare: – Per cui mi sembra assolutamente
normale sospendere il concerto di domani sera e rimandarlo a... Joey, ma mi stai ascoltando? Joey sobbalza, tornando finalmente a prestare attenzione a Martin. Fa cenno di sì con la testa, anche se in realtà
non è riuscito a catturare neppure una parola. Lancia pertanto uno sguardo
alle facce dei suoi due amici per studiarne le reazioni: Mic
continua a mantenere la stessa faccia seria e tesa di prima; John è rimasto seduto sul divano con la bottiglia di
birra in mano e un’espressione indecifrabile dipinta in viso. – Toh, ma tu guarda che bella
sorpresa: Luna! – esclama in tono beffardo l’ex bassista degli Europe – Cos’è?
Il giorno delle rimpatriate, questo? – Luna? – esclama
Joey d’istinto, spalancando bocca e occhi per lo
stupore, spostando lo sguardo dal suo amico John
alla ragazza in piedi davanti alla porta accanto a Martin
– Tu sei Luna, l’inviata di quel giornaletto di gossip che... – Non lavoro più per quel giornale
da tanto tempo, ormai! – risponde Luna sorridendo. Porge la mano a Joey mentre
aggiunge: – Sono contenta che ti ricordi ancora di me! Joey le stringe la mano con cortesia, ostentando il più finto dei
suoi sorrisi. “Ehhh!!! Se
non me l’avesse ricordato John, non ci sarei mai
arrivato da solo!” considera tra sé, mentre a voce alta riesce solo a dire: –
Per quale altro giornaletto di gossip e scandali lavori adesso? Mi ricordo
che eri un fenomeno, in materia! Luna cerca di non prestare
attenzione al leggero sarcasmo con cui Joey
condisce la sua frase. Continua a sorridere mentre
risponde orgogliosa: – Niente più gossip
e scandali: adesso sono l’inviata di punta di una delle più importanti riviste
italiane di musica! – Bene, hai fatto
strada, allora! Sei qui per un’intervista, adesso? – Ma no!
– interviene ancora John in tono canzonatorio
alzandosi dal divano e avvicinandosi a Joey e Mic – Secondo me deve aver
saputo che io e Mic saremmo venuti qui, stasera, e
adesso vuole approfittarne per realizzare un bello scoop per il suo
importante giornale: magari ha intenzione di scrivere che gli Europe si stanno riunendo e sono pronti a uscire con un
nuovo album, giusto? Poi, se è tutto vero o no, chi se ne frega? Basta solo
che il tuo giornale venda, dico bene? Luna rimane per un
attimo sconcertata di fronte a quest’attacco
del tutto inaspettato. Cerca di mantenere un contegno, mentre finge un
sorriso di circostanza: – Sono lusingata dalla bella accoglienza! Ma forse non
avete ancora capito che siamo stati io e mio fratello a chiedere a Martin di convocarvi qui, stasera! – Tuo fratello? – Joey cade dalle nuvole, mentre il ragazzo alto accanto a Martin coglie l’occasione per presentarsi: – Piacere, sono Brando, il
fratello di Luna. Sono un detective che collabora con alcuni servizi di
polizia speciale di New York, di Los Angeles, di
Roma, di Londra e di Parigi. Siamo qui per aiutarvi e, nello stesso tempo,
per chiedere il vostro aiuto per la delicata situazione di cui Martin vi ha appena parlato. Joey deglutisce a fatica, tradendo finalmente un pizzico di
preoccupazione. “Ma che
diavolo sta succedendo? Oh my God...
io non ho ancora capito niente!!!” *** << torna
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